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Vega - Renoir

creato da Jocker ultima modifica 24/08/2008 14:13
— archiviato sotto:

Quando li incontrai musicalmente per la prima volta nel lontanissimo 2001, gli echi pop italiani occupavano violentemente la loro musica e le chitarre, in alcuni casi troppo sporche, contrastavano con quell'immagine da "ragazzi ok" che traspariva dalla copertina del singolo d'esordio Risvegli.

Quando li incontrai musicalmente per la prima volta nel lontanissimo 2001, gli echi pop italiani occupavano violentemente la loro musica e le chitarre, in alcuni casi troppo sporche, contrastavano con quell'immagine da "ragazzi ok" che traspariva dalla copertina del singolo d'esordio Risvegli. Le radio ci inondavano a sprazzi di Insonnia Paranoica contenuta nel Cd Ovunquealmeno, andata in onda persino nel pomeriggio di Radio Deejay, (presentata dalla "mitica" Paoletta n.d.r.), ma qualcuno storceva il naso, temeva un altro gruppo usa e getta preso dalle popolose fila degli emergenti e buttato nella mischia. Finché funziona...
Diciamo la verità: se facciamo un confronto tra singoli, il primo Risvegli ci colpì poco, più interessante si dimostrarono alcune delle 12 tracce dell'album e per questo criticammo apertamente l'etichetta tuttofare di allora (la UrloMusic) per aver fatto un lavoro approssimativo sui ragazzi. Vega invece va al di là di tutto, si lascia alle spalle tanti avvenimenti, tante persone che hanno portato più o meno del bene nella vita dei quattro veneziani e li proietta verso la maturità artistica, proprio come la terra vola da sempre verso la stella Vega (!?). Il cambio di direzione artistica sembra riflettersi positivamente anche nelle sonorità meno nervose e più tranquille; le liriche sono studiate, ben curate e la linea melodica per nulla scontata. Certo un po' di "roba elettronica" si sente e vi dirò, non ci sta per nulla male. Ora la band è nelle tranquille mani della Jestrai che li fa suonare in giro, li segue appassionata e pensate un po' gli produce anche album e singoli!

Eh si! In questi periodi di magra, la Jestrai si dimostra coraggiosa e controcorrente. Investe sugli emergenti con stile, li fa diventare uomini e poi toglie le rotelle alle loro biciclette e li manda soli, ma preparati, verso la propria stella.

Possiamo sicuramente affermare che il suono dei Renoir è diventato ora un marchio di fabbrica inconfondibile.

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