Opera - Jade
Opera, (capo)lavoro dei Jade, è arrivato in Redazione molti mesi fa, quando ancora non sapevamo se recensire o meno la marea di materiale sonoro in nostro possesso.
Opera, (capo)lavoro dei Jade, è arrivato in Redazione molti mesi fa, quando ancora non sapevamo se recensire o meno la marea di materiale sonoro in nostro possesso.
Da quel giorno, il Cd ha fatto il giro delle scrivanie della Redazione e delle persone… tutti lo hanno ascoltato, tutti ne parlerebbero benissimo se interrogati, tuttavia nessuno ha voluto recensirlo. Troppo prezioso per immortalarlo nelle poche righe di una fredda recensione.
Opera è un capolavoro di pochi e lunghi brani che dev'essere ascoltato in rigoroso silenzio teatrale. E' musica fragile, perché offre spesso il fianco, a quel filone critico musicale, che non aspetta altro che un lavoretto fuori dai canoni comuni del "commerciale" per poter mettere a ferro e fuoco gli artisti. Qualche giudizio precedentemente espresso da altri colleghi giornalisti, in altrettanto autorevoli siti d'informazione musicale, riguardante la fatica dei Jade si limita ad elencare le influenze di Radiohead, P.J. Harvey, Jeff Buckley, dichiarate apertamente dalla band stessa, ma non cerca il motivo perché ragazzi poco più che ventenni hanno deciso di buttarsi a capofitto nel baratro dell'"art rock", decidendo di battere sentieri in salita per il mercato discografico italiano.
Rispondiamo noi:"perché questa musica scorre nel loro dna!" Qualcuno ha consigliato loro di cercare produzioni inglesi… condivido il target del mercato, ma abbiate coraggio Jade! restate in casa e siate tra i primi a portate una ventata di freschezza nelle produzioni di casa Italia.
Quando ero piccolo le cose più belle e piene di mistero erano quelle che sapevo solo io o pochi altri miei compagni di marachelle, per questo ritengo che le copie di questo Cd dovrebbe essere centellinate nella distribuzione e gli ascolti dovrebbero essere assolutamente controllati e numerati. Mi dispiace un po' che abbiano suonato ad una finale dell'I-tim tour a Palermo davanti a quasi 15.000 persone, così facendo si son dati in pasto a 15.000 teste diverse, con pensieri diversi gusti diversi e chissà se tutti aperti alle nuove idee, ma pare sia andata bene e, comunque, bisogna farsi conoscere… La tecnica raffinata dei musicisti, Siro Zanolla, Denis Seffin, Gabriele D'Alonzo, e del cantato magistrale di Gianluca Ghersetti, passa quasi in secondo piano, perché è ovvio che bisogna essere superbi per creare qualcosa del genere. Se il mondo della musica indipendente dovesse tutto ad un tratto aprire le proprie porte pesanti e ragnatelate e, in seguito ad una strana amnistia, liberare un po' di artisti per fare posto ad altri, sicuramente i "Jade" sarebbero tra i primi a godere del privilegio di uscire dall'anonimato.

